L'ALBERATA AVERSANA

Una coltivazione
unica al mondo.

Storia di forza, coraggio e pazienza.

Un nettare degli Dèi fragile, dall’eco millenario, allevato in altezza, figlio di una terra tellurica e fertile. Questo è il nostro Asprinio d’Aversa ad Alberata DOC. In queste terre nude, dal VI secolo a.C. gli Etruschi allevarono la più nobile delle uve, la vite maritata dell’Asprinio, una vite sposata al suo albero cui si avvinghia. Di lì a poco, una vasta area dai Campi Flegrei alla pianura di Capua si coprì di muri verdeggianti e grappoli sospesi tra terra e cielo a 15 metri d’altezza. Un vino addomesticato e lasciato in eredità dagli Etruschi ai Greci di Cuma e di Miseno che risalendo l’entroterra campano per sfuggire ai romani portarono con sè le loro viti.

Sorpresa dal sole a baciare il cielo

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I rami delle viti aggrappate ai grandi alberi si direbbero tanti archi trionfali preparati per il passaggio di un potente monarca.

Aubert de Linsolas
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